Boicottare le imprese per indurle a comportamenti migliori è possibile. Tuttavia bisogna sapere che per ottenere dei risultati ci vuole costanza e molto tempo. Ecco perchè una strategia importante è quella del commercio alternativo che ha due intenti principali:
1) Offrire una soluzione immediata a chi è vittima di un commercio opressivo;
2) Sperimentare un modello commerciale basato su principi diversi.
La forma più importante di commercio alternativo realizzata fin ora è il commercio Equo e Solidale organizzato come risposta alle gravi forme di sfruttamento messe in atto dalle multinazionali.
COMMERCIO E SVILUPPO SOCIALE
Il commercio Equo e Solidale non si preoccupa solamente di garantire ai produttori salari dignitosi, ma cerca anche di rafforzare le cooperative di produzione e le strutture sociali al fine di migliorare le condizioni produttive dei singoli e di fornire servizi collettivi di tipo sanitario, scolastico, sociale. Purtroppo nelle baraccopoli dei paesi del sud, dove si trovano i produttori del commercio Equo, le condizioni sanitarie e scolastiche sono disperate.
"TRADE NOT AID"(commercio non carità)
I poveri del sud vanno aiutati a uscire alla loro situazione di miseria non con la carità ma con il commercio perchè la carità instaura un rapporto di sudditanza, mentre il commercio si basa sul rapporto di parità. Per esempio dei prodotti artigianali fabbricati da Preda, un'organizzazione fondata nel 1973 a Olangapo nelle Filippine. Questa cittadina che viveva in funzione della presenza straniera (grazie alla base navale americane che poi è stata chiusa nel 1992) offriva droghe e prostituzione. Preda nacque per soccorrere le vittime della droga, della prostituzione e della miseria creando corsi di formazione e offrendo occasioni di lavoro.
Salemi Martina
lunedì 15 gennaio 2007
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